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	<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 11:46:16 +0000</pubDate>
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		<title>La liuteria in Italia (terza parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
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Capitolo secondo
Solitamente il liutaio, quando chiude la cassa suole dire di essere a metà circa del lavoro. Penso che sia così sul serio anche se diverse scuole tendono a perdere più tempo di altre per le operazioni successive.
Dopo aver inserito con un intarsio interamente manuale il filetto lungo i bordi sia del fondo [...]]]></description>
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<div style="padding-right: 8px; padding-left: 8px; background: #ffffcc; padding-bottom: 4px; padding-top: 4px; border-bottom: #eeeeee thin solid; font-family: Arial,sans-serif;"><a href="http://mail.google.com/mail/?view=att&amp;th=123655006bb584d9&amp;attid=0.1&amp;disp=attd&amp;zw">Scarica l&#8217;allegato originale</a></div>
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<h3>Capitolo secondo</h3>
<p>Solitamente il liutaio, quando chiude la cassa suole dire di essere a metà circa del lavoro. Penso che sia così sul serio anche se diverse scuole tendono a perdere più tempo di altre per le operazioni successive.</p>
<p>Dopo aver inserito con un intarsio interamente manuale il filetto lungo i bordi sia del fondo che del piano musicale si procede a rifinire il bordo. L&#8217;innesto del filetto che è formato da tre strati di legno, due esterni neri o marrone scuro, uno interno in legno chiaro come il pioppo o il fico serve essenzialmente a proteggere i bordi dagli urti e dalle vibrazioni, che nel caso della tavola sono veramente devastanti, Un piano musicale senza filetto tenderebbe a sfasciarsi dopo pochi mesi dalla costruzione. Nel caso del fondo questo è assai meno importante tanto che alcuni autori del passato solevano solo segnarlo con un graffietto (Testore).</p>
<p>La scultura del manico e del riccio prende in media due giorni di lavoro.</p>
<p>In essa il liutaio esprime tutto il suo carattere che può essere forte e deciso, ma anche delicato ed armonioso.</p>
<p>Personalmente ritengo che in realtà tale carattere deve evidenziarsi in ogni parte dello strumento, ma devo anche aggiungere che su altri particolari come il taglio delle effe solo un occhio più esercitato tende a notare le differenze stilistiche fra i vari autori, caratteristica che risulta assai più immediata con l&#8217;osservazione della testa.</p>
<p>Il legno del manico dovrebbe essere dello stesso albero col quale è stata fatta la cassa. Qualora questo non avvenga la marezzatura del primo deve essere sempre meno evidente della seconda.</p>
<p>Con l&#8217;incollaggio tramite uno scasso a coda di rondine nello zocchetto superiore del manico alla cassa, finisce la parte più pesante del lavoro ma non la più impegnativa. Si comincia a ritoccare, lisciare, pareggiare a rasiera tutta la superficie del violino, lavorando a luce radente in maniera da evidenziare il più possibile ogni asperità , ogni piccola gobba.</p>
<p>In questa fase vengono anche incollati il capotasto, la tastiera e la staffa di battuta. In antichità  tali parti venivano ottenute da legni duri autoctoni,come il sorbo, il bosso, il pero o l&#8217;acero campestre e solo per strumenti destinati a reggenti o nobili si soleva importare legni duri provenienti dalle indie come il palissandro o l&#8217;ebano. Una lettera di una nobile italiana (mi sembra Isabella d&#8217;Este ) ad un liutaio testimonia che tali legni erano assai costosi e difficili da reperire tanto che la gentildonna irritata dall&#8217;allungarsi dei tempi di consegna ingiunse all&#8217;artigiano di usare legni duri italiani, che secondo lei erano anche migliori di quelli stranieri.</p>
<p>Quanto può durare la lisciatura? Molto, direi, almeno se si vuole ottenere un buon risultato. Tale operazione prelude a quella assai più complessa e avventurosa della verniciatura e per facilitare la seconda bisogna che la prima sia eseguita nel migliore dei modi.</p>
<h3>La verniciatura</h3>
<p>Ritengo che su due argomenti siano stati scritti fiumi di parole inutili e si siano sviluppati litigi insanabili oltre che interminabili sterili discussioni, il primo riguarda l&#8217;esito delle partite di calcio ogni domenica pomeriggio, il secondo è proprio la questione della vernice dei violini.</p>
<p>Non passa anno che qualcuno non annunci al mondo la scoperta del segreto della vernice di Stradivari con conseguente intervista nel giornale della sera, nonché stampa del libro in copertina rigida con la descrizione di questa immane scoperta ai fini del sapere umano.</p>
<p>Sebbene nessun liutaio professionista lo affermi in maniera pubblica pena la fustigazione sulla pubblica piazza, in realtà sotto sotto molti pensano di aver scoperto tale segreto.</p>
<p>E&#8217; difficile anche scrivere o quanto meno fornire prove a sostegno di ogni tesi tanto qualificate sono le opinioni e complesse e moderne le analisi effettuate. Sono stati interpellati fisici nucleari, utilizzati spettrometri di massa, fasci e radiazioni di elettroni, neutroni, bosoni: internet è piena di diagrammi, equazioni, analisi ma io posso asserire qui di fronte a tutti che nessuno è stato in grado di tirare fuori il classico ragno dal buco.</p>
<p>Intanto non siamo in grado nemmeno di asserire se tali vernici utilizzate in un periodo lunghissimo che va dal 500 fino alla fine del 700 siano all&#8217;olio o ad alcol. Volendo essere proprio pignoli si potrebbe dire che tali vernici classiche hanno un aspetto estetico ed una trasparenza e rifrazione che farebbero pensare che il solvente utilizzato fosse l&#8217;olio di lino cotto. Peccato però che le vernici conosciute ed usate a base d&#8217;olio di lino non siano solubili in alcol, mentre l&#8217;unico elemento sicuro che in questi due secoli di ricerche ha accomunato tutte le diverse fazioni è che le vernici classiche siano sempre perfettamente solubili in alcol. Da questo rompicapo non se ne esce per tutta una serie di motivi che vado ad elencare. Primo motivo, i grandi liutai hanno nel corso della loro vita sperimentato ed usato vernici diverse.</p>
<p>Secondo motivo, dopo trecento anni è possibile che una vernice ad olio e qualsiasi resina naturale, abbia modificato per ossidazione la propria caratteristica chimica tanto da essere solubile in alcol al contrario del momento della stesura sul violino.</p>
<p>Terzo motivo, gli strumenti antichi sono quasi tutti intoccabili, custoditi in casseforti o in musei e solo per fare una analisi semplice o una banale riparazione la burocrazia è impossibile. Bisogna inoltre ricordare che in trecento anni questi strumenti sono stati modificati, riparati, riverniciati tanto che lo stato originale ove non consumato dall&#8217;uso il più delle volte è ricoperto da strati successivi che impediscono analisi sicure.</p>
<p>La mia teoria è semplicissima usare resine naturali e solventi naturali, e non perdersi dietro a teorie assurde o ricette scoperte nei fondi dei cassetti.</p>
<p>Penso che un liutaio senza un buon gusto personale sarebbe in grado di fare uno strumento brutto anche se avesse a disposizione un vasetto di vernice proveniente dalla riserva personale di Antonio Stradivari.</p>
<p>Premesso questo torniamo al nostro violino.</p>
<p>Il legno deve essere reso impermeabile alla vernice che vi andrà stesa, questo nella scuola italiana con qualche eccezione. Una buona preparazione sempre rigorosamente segreta, permette di chiudere i pori del legno, scurirlo o colorarlo e di valorizzare la bellezza delle sue marezzature.</p>
<p>Con una vernice ad olio si danno in genere tre mani di vernice.</p>
<p>Con una vernice ad alcol, le mani possono diventare trenta o quaranta.</p>
<p>Mentre però con la base alcolica si può dare una mano ogni dieci minuti circa, con una base oleosa bisogna che la mano precedente sia asciutta per accettare la successiva senza danno e questo comporta di aspettare anche due settimane fra una mano e l&#8217;altra. I più oggi usano lampade speciali per asciugare in una notte una vernice ad olio, con buona pace di tutti i tentativi di scoprire il segreto di Stradivari.</p>
<p>L&#8217;importanza di una vernice si esplica in due caratteristiche fondamentali:</p>
<p>dato come postulato che ogni vernice sia in fondo un metodo per proteggere l&#8217;oggetto su cui viene stesa dagli agenti esterni e dall&#8217;uso, in liuteria la vernice influisce sul suono e sulla bellezza dello strumento.</p>
<p>Influisce sul suono perché  chiunque abbia mai ascoltato lo stesso violino suonato prima in bianco e poi verniciato si renderebbe conto della differenza immediatamente, tanto da lasciare intuire che una vernice troppo dura tenderebbe a rendere il suono gracchiante e sgradevole, mentre una troppo morbida lo farebbe suonare come se fosse cosparso di crema.</p>
<p>Il maggior impatto però è quello visivo per il semplice fatto che un buon violino con una brutta vernice non fa una bella figura mentre invece si è portati a passare sopra certi difettucci estetici qualora lo strumento dia a prima vista l&#8217;impressione di una vera e propria opera d&#8217;arte.</p>
<p>Non appena la vernice è  asciutta si procede alla sua levigatura e lucidatura che si esegue con materiali e tecniche diverse a seconda degli ingredienti usati.</p>
<h3>Montaggio e messa a punto</h3>
<p>Come in ogni racconto complicato che si rispetti ovviamente la cosa non è finita qui, ora il violino deve essere messo in grado di suonare.</p>
<p>Per prima cosa si alesano tutti i fori presenti e vi si adattano bischeri e bottone. Ogni foro ha il suo ospite e non si può mettere un bischero al posto di un altro. Poi si mette l&#8217;anima che è il legnetto cilindrico di abete che si incastra fra piano e fondo mezzo centimetro in basso dal piedino destro del ponticello. In un primo momento la si mette in una posizione canonica dalla quale in seguito durante la registrazione ci si può più o meno allontanare. Si intaglia il ponticello dopo aver adattato i piedini al piano musicale, si scavano i canali di scorrimento delle corde sul capotasto e si comincia a montarle una per una.</p>
<p>Dopo aver accordato lo strumento si comincia a suonarlo e via via che si procede nel sollecitarlo con l&#8217;archetto si cominciano a scoprire le sue caratteristiche di timbro, potenza e carattere. Questa fase serve a sistemare l&#8217;anima a trovare la giusta altezza delle corde sulla tastiera, ma per interventi di messa a punto definitiva devono passare almeno tre quattro mesi di esercizio sonoro per poter permettere allo strumento di aprirsi e vibrare in maniera armonica. Questa fase di messa a punto è assai lunga ed importante e non è dimostrazione di imperizia da parte del liutaio in quanto uno strumento comincia a dare il meglio dopo un anno dalla nascita e quindi prove e riprove possono richiedere anche quel tempo se necessario. Sarebbe meglio che uno strumento nuovo venisse sollecitato da un professionista in grado di tirare fuori tutte le caratteristiche richieste ad un violino, poiché un principiante non è in grado di fare questo, anche se la crescita dello strumento di pari passo con le capacità  del musicista è una delle esperienze più belle da essere vissute in questo campo.</p>
<p>Bisogna anche dire che la messa a punto non è la stessa per tutti, in quanto un musicista può  richiedere allo strumento caratteristiche che un altro trova improponibili e questo ci porta a dire che in realtà  si crea una simbiosi fra uomo e strumento, fenomeno che porta ogni strumento a risultare diverso se suonato da persone diverse.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Queste poche righe danno solo una pallida idea della complessità della materia, in questo mestiere il difficile non è costruire un violino in quanto chiunque con una certa manualità ed una pubblicazione adatta può farlo, il difficile è farlo bene, e per questo ci vuole una vita d&#8217;esperienza ed a volte non basta. Uno strumento finito richiede 150 ore di lavoro e se alla prova sonora non dà  risultati soddisfacenti rende tutta la fatica inutile e deve essere buttato. Il mio mestiere è un mestiere di grandi soddisfazioni e grandi delusioni, ma la delusione più grande è vedere che nel modo di sentire comune a livello di scuole di musica sta passando l&#8217;idea che in fondo con un violino di fabbrica si possono ottenere ottimi risultati. Ebbene io vi dico, cominciate pure con un violino da poco, ma qualora la cosa vi prenda la mano e la materia vi appassioni ricordate che solo con uno strumento di liuteria si può provare gioia nel suonare. I liutai da qualche anno sono subissati da contatti di fabbriche cinesi che propongono la costruzione di strumenti con modelli personalizzati ed etichetta regolare al prezzo di 80 dollari, per cui se continua così anche il lavoro di liutai seri e coscienziosi andrà  a finire e non si troveranno più strumenti artigianali veri neanche nella bottega, oltre al fatto che le antiche conoscenze scompariranno e la magia della liuteria rimarrà  solo un ricordo nella mente di qualche vecchio musicista nostalgico.</p>
<p>p.s. Si possono comprare degli strumenti di liuteria anche a prezzi più accessibili, utilizzando legni autoctoni a km zero, che consentono ai liutai di risparmiare sull&#8217;acquisto della materia prima, oltre che a salvaguardare le foreste dalla furia dei disboscatori. Meno inquinamento, meno deforestazione, meno soldi. Rivolgetevi a liutai produttori italiani.</p>
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		<title>La Liuteria in Italia (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[FABRICHANTE IN TUSCIA DE LEUTI, CITARE ET VIOLE DA BRACHIO
Introduzione
La liuteria non è una forma d&#8217;arte ma di artigianato. Questa affermazione pur dura da accettare da parte di un liutaio è la pura verità . Artisti possono essere considerati invece sia i musicisti che usano gli strumenti musicali, sia i compositori che creano pezzi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FABRICHANTE IN TUSCIA DE LEUTI, CITARE ET VIOLE DA BRACHIO</p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>La liuteria non è una forma d&#8217;arte ma di artigianato. Questa affermazione pur dura da accettare da parte di un liutaio è la pura verità . Artisti possono essere considerati invece sia i musicisti che usano gli strumenti musicali, sia i compositori che creano pezzi da suonare (ma non sempre). Personalmente accetto di buon grado di essere relegato fra gli artigiani anziché fra gli artisti in quanto non penso affatto che la prima categoria sia inferiore alla seconda, anzi se la devo proprio dire tutta, un artigiano si deve impegnare molto di più, per il semplice motivo che deve ripetere nel tempo ogni sua creazione, mentre l&#8217;artista una volta azzeccata un&#8217;opera può vivere tranquillamente tutta la vita di rendita (grazie al copyright). Detto questo esiste un&#8217;altra caratteristica del mio mestiere che ha valore assoluto, ed è quella che un liutaio non può imparare a costruire strumenti musicali da solo ma deve essere accettato come allievo da un maestro. Con il semplice acquisto di un libro generico su come si costruisce uno strumento musicale chiunque abbia un minimo di manualità  può costruirsene uno, ma basta che egli abbia un minimo di senso critico per capire subito dopo, che se volesse intraprendere la carriera di liutaio avrebbe bisogno dell&#8217;insegnamento di un maestro. Il problema non è costruire un violino, il problema è farlo bene!</p>
<p>Oggi esistono scuole pubbliche e private presso Cremona, Parma, Milano, Gubbio dove chiunque può iscriversi, pagare e dopo cinque anni uscire col suo bel diploma di liutaio. Presentata così la cosa potrebbe sembrare molto positiva anzi non si vedrebbero altre possibilità  di raggiungere tale obbiettivo, ma non è tutto oro quello che riluce. Il primo problema scaturisce dal fatto che sebbene i maestri che insegnano in queste scuole siano professionalmente assai preparati e spesso di chiara fama, si può facilmente constatare che alla fine dei corsi non esistono &#8220;bocciati&#8221; ed ognuno se ne esce col suo diploma. Ovvio che la selezione è rimandata al mercato col solo difetto che il mercato può eliminare un buon liutaio con scarsa capacità  imprenditoriale e dare chance ad un mediocre con il fiuto degli affari.</p>
<p>In passato non era così. Quando un ragazzo dimostrava attitudine ad una forma di arte come la pittura la musica o la lavorazione della materia la prima selezione avveniva nella famiglia. Assai spesso i genitori sia poveri che ricchi tendevano a obbligare il ragazzo a seguire la professione della famiglia. Solo quelli che avevano una forte propensione ad esercitare un&#8217;arte potevano attirare l&#8217;attenzione di chi di dovere. Il racconto di Giotto scoperto da Cimabue è senz&#8217;altro leggenda ma ritengo che qualcosa di vero ci sia. Molto probabilmente il ragazzo obbligato a guardare le greggi per conto terzi creò al padre o al datore di lavoro tanti di quei problemi che alla fine questi decisero di portarlo in una bottega. Qui solitamente avveniva un&#8217;altra selezione, il maestro decideva se accettare il ragazzo oppure no ma non subito, bensì dopo qualche tempo. Se il ragazzo dimostrava interesse e capacità , il maestro lo accettava e stipulava con la famiglia un contratto secondo le leggi vigenti, altrimenti o lo cacciava o lo indirizzava verso altri mestieri per esempio un pittore poteva mandare il ragazzo da un decoratore, un intagliatore da un falegname. Nel momento in cui il giovane entrava ufficialmente a servizio dal maestro cominciava il suo tirocinio che consisteva nell&#8217;eseguire all&#8217;inizio i lavori più umili ma fondamentali per padroneggiare l&#8217;arte. Da un pittore avrebbe imparato per prima cosa a macinare e preparare i colori, da un artigiano del legno avrebbe imparato per prima cosa ad affilare gli strumenti. Durante gli anni a bottega ognuno seguendo le proprie capacità  saliva lungo la gerarchia, più bravo era più veloce avrebbe potuto arrivare al momento in cui il maestro gli avrebbe lasciato la possibilità  di mettersi in proprio ma anche in questo caso rispettando i termini di un contratto (gli poteva essere accordato il permesso di esercitare, ma in città  lontane da quella del maestro o pescando in un serbatoio di clienti non in concorrenza col maestro).</p>
<p>Questa rigida selezione che agli occhi dei moderni potrebbe sembrare &#8220;antidemocratica&#8221; in realtà  portava le botteghe a formare solo artisti o artigiani e non artisti o artigiani mediocri. Dalla bottega usciva e si metteva a lavorare solo una persona qualificata, altrimenti si poteva rimanere nella bottega di origine tutta la vita come semplice salariato o scegliere altre strade. Oggi questo non avviene ed in nome di una uguaglianza nominale si permette a chiunque di inventarsi un mestiere e di esercitarlo anche senza averne le nozioni di base e soprattutto le capacità . Di riflesso salta subito all&#8217;occhio che l&#8217;acquirente del passato sapeva che recandosi in una bottega si sarebbe trovato di fronte un professionista qualificato. Quanti possono dire lo stesso oggi? Il diploma di qualsiasi mestiere mette al riparo da esecuzioni mediocri?</p>
<p>La mia storia comincia in una bottega. In essa ho imparato il mio mestiere e posso dire senza timore di essere smentito che il legame che si crea fra allievo e maestro è un qualcosa di speciale che niente (nemmeno litigi furibondi) può spezzare. Dopo anni di lavoro ogni qualvolta mi ritrovo ad intraprendere un&#8217;azione mi torna alla mente quello che mi ha insegnato il mio maestro, è un imprinting indelebile che mi seguirà  tutta la vita, anche se la mia personalità  mi spingerà  a seguire diverse scelte stilistiche.</p>
<p>Caratteristica principale di questo mestiere è la certezza che una vita non basta a sviscerarne ogni segreto, chi afferma di non aver più niente da imparare è un meschino e molto probabilmente un mediocre liutaio.</p>
<p>Lavorando una materia viva come il legno ci si rende conto che esiste una sola regola e cioè che non esistono regole. Un albero della stessa specie di un altro dà  legno di qualità  diversa. Uno stesso tronco non dà  legno tutto uguale, le varianti sono dovute al terreno, all&#8217;esposizione, al clima, non ultime la stagionatura e la lavorazione. In pratica il lavoro del liutaio, ferme restando le regole fisiche di propagazione del suono è più legato alla sua sensibilità  che a delle vere e proprie procedure (in seguito affronteremo anche la questione del segreto di Stradivari). Un liutaio fra l&#8217;altro deve anche avere nozioni di botanica, chimica, fisica, architettura, arte oltre ovviamente ad una grande curiosità  e voglia di sperimentare.</p>
<p>Negli articoli successivi racconterò come nasce un mio strumento dalla ideazione fino alla prova sonora, e questo procedimento è caratteristica peculiare di tutti i Liutai toscani d&#8217;oggi.</p>
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		<title>La Liuteria in Italia (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitolo primo
Come nasce uno strumento musicale
Il lavoro di un liutaio è principalmente teorico, anche se a prima vista potrebbe non sembrare. In realtà  seguendo quelle che sono le linee guida della propria scuola un buon artigiano si costruisce prima di tutto nella propria testa lo strumento che vuole costruire.
L&#8217;influenza della scuola non è indifferente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capitolo primo</p>
<h3>Come nasce uno strumento musicale</h3>
<p>Il lavoro di un liutaio è principalmente teorico, anche se a prima vista potrebbe non sembrare. In realtà  seguendo quelle che sono le linee guida della propria scuola un buon artigiano si costruisce prima di tutto nella propria testa lo strumento che vuole costruire.</p>
<p>L&#8217;influenza della scuola non è indifferente, perché anche se un violino (ma avrei potuto nominare qualsiasi altro strumento) può alla vista di un profano, essere uguale ad un altro, in realtà  chiunque abbia l&#8217;occhio esercitato coglie immediatamente la provenienza dello strumento che ha in mano. La liuteria ha raggiunto la sua massima perfezione a cavallo fra il 600 ed il 700 e non solo a Cremona, ma anche a Venezia, Firenze, Napoli, Bologna. Ogni scuola però ha tramandato una serie di caratteristiche che la caratterizzano. Con la Morte di Stradivari e di Guarneri del Gesù, Cremona cessò non solo di essere la patria della liuteria, ma anche di essere un importante porto fluviale sul confine fra Venezia e Milano, la conquista austriaca la condannò a trasformarsi in un centro agricolo.</p>
<p>Per questo motivo gli allievi dei sommi artefici si trasferirono in tutta Italia. Da questa diaspora hanno ottenuto nuova linfa tutte le scuole regionali. Per assurdo si potrebbe affermare che i veri eredi della tradizione classica sono da ricercarsi in tutta Italia.</p>
<p>L&#8217;attuale scuola cremonese, pur presentando al pubblico una produzione ottima, in realtà è stata ricreata ex novo dal gerarca di Cremona Graziani (nato però in Molise) durante il ventennio fascista per valorizzare il genio italico. Per loccasione furono ricomprati dai collezionisti i cimeli stradivariani compresi alcuni violini e ricreata da zero la scuola di liuteria.</p>
<p>Questo ha portato ad una certa standardizzazione della attuale scuola cremonese, caratteristica che l&#8217;antica invece non aveva e dove la sperimentazione era pratica giornaliera.</p>
<p>A parte questa breve parentesi, dicevamo che il lavoro del liutaio è prima di tutto teorico. Infatti solitamente l&#8217;idea della costruzione di uno strumento è dettata il più delle volte dalla scoperta di un legno adatto.</p>
<p>Io prima di tutto mi innamoro di un legno, sul quale con la mente vedo il modello e la forma più adatti a valorizzarlo. Anche la scelta di un legno trae origine dalla scuola di provenienza in quanto alcune scuole tendono a preferire alcune essenze legnose a discapito di altre. Bisogna però anche portare a conoscenza dei lettori del fatto che le scuole che privilegiano il solo acero di monte marezzato (acer pseudoplatanus) di provenienza Europa dell&#8217;est, tendono a dare un prodotto più standardizzato ed omogeneo con meno concessioni alla fantasia del liutaio. La scuola Toscana fa eccezione in quanto non esistono regole rigide di scelta dei legni. Anche la tradizione liutaria italiana in genere nell&#8217;antichità  era più aperta a scelte più disparate tanto che anche i grandi compresi gli Amati, i Guarneri, Stradivari e via dicendo hanno prodotto strumenti con le più svariate essenze legnose. Oggi il mercato globale ha sancito per motivi commerciali, che il legno deve essere solo uno, l&#8217;acero di monte, e tutte le segherie propongono legni per liuteria assolutamente uguali fra loro condannando la produzione ad un inevitabile appiattimento.</p>
<p>Personalmente tendo a scegliere anche altre essenze legnose autoctone fra le quali il pioppo nero, l&#8217;acero campestre, il salice, il pero, il ciliegio ed il cipresso (in origine sono stati prodotti strumenti in noce, in faggio, in melo).</p>
<p>Quanto detto finora, riguarda esclusivamente la cassa ed il manico, poiché il piano musicale di ogni strumento deve necessariamente essere costruito con una conifera, non solo, deve trattarsi anche di un albero sonoro, cioè alla percussione deve dare una risposta più pronta ed armoniosa della media della propria specie. Questo è un discorso assai importante, in quanto rappresenta le fondamenta di tutto il castello che si vuole andare a costruire.</p>
<p>Non è difficile capire se un albero è sonoro o no, anche un profano può apprezzare la differenza. In Italia esistono le essenze migliori e sono due: l&#8217;abete rosso (picea excelsa) e l&#8217;abete bianco (abies alba). Il primo è caratteristico di tutto l&#8217;arco alpino ed è il conosciutissimo albero di natale, riconoscibile ai più per il semplice fatto che le pigne lunghe e strette sono rivolte all&#8217;ingiù. L&#8217;altro è caratteristico di tutto l&#8217;Appennino e sono visibili a colpo d&#8217;occhio le pigne erette.</p>
<p>Quando non esisteva un mercato di legno per piani musicali i liutai si recavano nei boschi con un martello di legno o un normale bastone e cominciavano a percuotere con un colpo secco ogni tronco. La maggior parte dei tronchi rispondevano con un rumore assai simile fra loro, ma quando si colpiva un albero sonoro, seppur della stessa specie degli altri il suono che ne usciva non solo era assai più brillante ed acuto, ma era apprezzabile l&#8217;onda sonora che raggiungeva velocissima la sommità  dell&#8217;albero per poi tornare giù. Quello era l&#8217;albero da abbattere, anche se le ragioni scientifiche per cui ciò accade sono ancora avvolte nel mistero. Esistono numerosi studi seri che hanno elaborato varie teorie per spiegare certe caratteristiche ma in tutta onestà  non hanno eliminato tutti i dubbi. Certo è che i legni migliori provengono da aree ben precise e non da quelle adiacenti anche se presentano lo stesso habitat. Il più delle volte il legno pregiato presenta una caratteristica &#8216;maschiatura&#8217; o &#8216;lumacatura&#8217; che fornisce la prova assoluta della sua provenienza e quindi autenticità.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;abete rosso quello che dà  i migliori risultati si trova in val di Fiemme, per l&#8217;abete bianco ci si doveva recare o alla foresta di Vallombrosa o sull&#8217;Appennino pistoiese vicino al Corno alle Scale.</p>
<p>Daremo nei capitoli seguenti anche le indicazioni di come deve essere il legno del piano musicale.</p>
<p>Trovato il legno e individuato il modello sul quale si vuole lavorare si deve scegliere la forma che può essere interna (cremonese) o esterna (italiana o francese). La prima permette la costruzione su di essa di tutta l&#8217;intelaiatura che comprende gli zocchetti e le fasce e controfasce, la seconda invece permette il montaggio delle parti al suo interno. Non esistono particolari differenze fra le due forme anche se permettono diversi metodi di lavorazione. Io gli uso entrambi, per quanto mi riguarda la forma cremonese più semplice si può creare da una foto in un&#8217;ora appena di lavoro con un semplice pezzo di compensato. La forma francese richiede per la sua creazione l&#8217;intervento di artigiani con macchinari appositi, ma una volta ottenuta permette di ottenere più velocemente fasce e zocchetti ed una maggiore uniformità  nella produzione oltre ad una più facile levigazione delle parti interne delle fasce e delle controfasce. Dopo aver piegato e lavorato zocchetti, fasce e controfasce si comincia a lavorare il fondo, prima togliendo con la pialla e la sgorbia e l&#8217;aiuto di centine la parte superiore in eccesso, poi svuotandolo fino a portarlo agli spessori voluti. Sebbene questa operazione possa sembrare banale, in realtà  ogni strumento alla fine risulta diverso dagli altri poiché lavorando a mano e senza l&#8217;utilizzo di macchinari è impossibile ripetere sempre la stessa bombatura.</p>
<p>L&#8217;operazione successiva alla lavorazione del fondo, è il piano musicale, questo è principalmente in abete rosso maschio della val di Fiemme che è il più reattivo alla sollecitazione sonora anche se si potrebbero usare come detto prima, altre essenze. Se per il fondo non sono fondamentali certe accortezze di taglio e di vena, per il piano lo diventano. I giri annuali devono essere perpendicolari al piano stesso e questo si ottiene tagliando in due gli spicchi di abete ed incollandoli in maniera speculare. Questa operazione permette di ottenere una tavola il più possibile omogenea. La storia insegna che si potrebbero anche tralasciare determinati accorgimenti ma deve essere tenuto in considerazione il fatto che ogni indebolimento della struttura comporta un necessario aumento degli spessori per ottenere un certo bilanciamento. A conti fatti la costruzione di uno strumento è un esercizio di equilibrismo fra materiali e tecnica, uniti alla sensibilità  del liutaio.</p>
<p>Secondo regole ferree, sul piano musicale lavorato si aprono a punta di coltello e dopo avere individuato la loro posizione precisa, che varia da modello a modello, le effe o fori. Le effe sono la via attraverso le quali il suono esce, senza di esse lo strumento è assolutamente muto. La loro distanza, inclinazione ed apertura sono assai importanti ai fini della sonorità, tanto quanto il posizionamento della catena. Questa è una asta di legno a venatura perpendicolare al piano, incollata in una zona vicino alla effe di sinistra. Col suo perfetto posizionamento si permette il regolare ampliamento delle onde sonore dei registri bassi sulla tavola.</p>
<p>Tagliate le effe e incollata la catena si procede alla chiusura della cassa. Tutte le operazioni di incollaggio sono eseguite con la classica colla a caldo, che oltre ad avere la caratteristica di poter essere tolta a piacere con acqua calda, ha anche il pregio di permettere più incollaggi nello stesso punto senza inficiarne la tenuta.</p>
<p>Con la cassa chiusa possiamo affermare di essere giunti a metà  dell&#8217;opera.</p>
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		<title>Attività musicale a Montespertoli</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 15:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Se qualcuno fa una ricerca su Internet e digita &#8220;musica.Montespertoli&#8221;, esce questo blog, e quindi penso di fornire un servizio a chi cerca informazione sull&#8217;attività  musicale dando qualche indirizzo.
Non è facile per un nuovo cittadino di Montespertoli, che magari vuole imparare la musica oppure di cercare una scuola di musica per il proprio figlio, trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno fa una ricerca su Internet e digita &#8220;musica.Montespertoli&#8221;, esce questo blog, e quindi penso di fornire un servizio a chi cerca informazione sull&#8217;attività  musicale dando qualche indirizzo.</p>
<p>Non è facile per un nuovo cittadino di Montespertoli, che magari vuole imparare la musica oppure di cercare una scuola di musica per il proprio figlio, trovare gli indirizzi.  Dove si va a cercare?</p>
<p>In questo momento ci sono tre posti a Montespertoli dove si può imparare la musica. Ho chiesto ad ognuna di queste scuole di pubblicare su questo blog qualcosa sulla propria associazione - sono ancora in attesa.  Quindi ho deciso di scrivere io stessa.</p>
<p>C&#8217;era una volta la Scuola di Musica Francesco Landino. La sua vita è durata oltre 10 anni e molti dei suoi allievi hanno poi continuato gli studi al Conservatorio e/o si sono diplomati, alcuni lavorano già  nel campo della musica. La scuola si è sciolta nell&#8217;attuale Accademia Musicale di Montespertoli, che auguro vita lunga. La sede è la stessa della Landino: <a title="Mappa di Google" href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF-8&amp;q=via+IV+novembre+montespertoli&amp;fb=1&amp;split=1&amp;gl=it&amp;cid=6143351277018753380&amp;li=lmd&amp;z=14&amp;t=m" target="_blank">via IV novembre (ultimo piano dell&#8217;asilo nido ex suore)</a>. I locali non sono molto adatti per una scuola di musica, ma visto che non ci sono di meglio per ora&#8230;.Il numero di telefono di questa scuola, dove si può imparare tutti gli strumenti è: 3460475566. C&#8217;è anche un sito: <a href="http://www.accademiamusicaledifirenze.it">www.accademiamusicaledifirenze.it</a>, <a href="mailto:accademusicamontespertoli@gmail.com">accademusicamontespertoli@gmail.com</a>.</p>
<p>Il secondo posto per la musica si trova a San Quirico nei locali della scuola Elementare. La scuola di musica è gestita da un&#8217;associazione molto attiva chiamata &#8220;Prima Materia&#8221;. Per informazione si può chiamare 0571 677115 e chiedere di Henry Brown oppure Deborah Parker. C&#8217;è anche un sito: <a href="http://primamateria.altervista.org.prima.htm">http://primamateria.altervista.org.prima.htm</a>.</p>
<p>Last but not least c&#8217;è la Banda di Montespertoli che ha sede in via <a title="Mappa di Google" href="http://maps.google.it/maps?q=via+montelupo+10+montespertoli&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;split=0&amp;gl=it&amp;ei=jROSSezOOo-X_gb2-aG9DA&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;resnum=1&amp;ct=title" target="_blank">Montelupo 1</a> all&#8217;inizio, vicino ai giochi. Nella scuola si insegna gli strumenti della banda e quando si diventa bravi c&#8217;è il posto assicurato in Banda. Un vantaggio di questa scuola è che è molto economico (credo adirittura gratis).</p>
<p>Perdonatemi se c&#8217;è qualche altra scuola a Montespertoli che non ho menzionato - segnalatela!</p>
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		<title>Ad un Poeta, un Musicista, un Uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 17:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Forno</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfitto dell&#8217;ospitalità concessami su questo blog per rivolgere un pensiero ad un Grande della nostra Musica scomparso esattamente 10 anni fa: Fabrizio &#8220;Faber&#8221; De André.
Lui non c&#8217;è più ma la sua musica e la sua grande poesia saranno sempre con noi&#8230;.
Ciao Faber&#8230;.ci manchi
Marco Forno
p.s.: a tal proposito segnalo il sito: www.faberdeandre.com
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto dell&#8217;ospitalità concessami su questo blog per rivolgere un pensiero ad un Grande della nostra Musica scomparso esattamente 10 anni fa: Fabrizio &#8220;Faber&#8221; De André.</p>
<p>Lui non c&#8217;è più ma la sua musica e la sua grande poesia saranno sempre con noi&#8230;.</p>
<p>Ciao Faber&#8230;.ci manchi</p>
<p>Marco Forno</p>
<p>p.s.: a tal proposito segnalo il sito: www.faberdeandre.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Kultura in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 13:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
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Ecco un&#8217;intervista che qui, in Italia, non leggeremo mai! 
(lo so, è &#8220;lunghina&#8221;, ma con un po&#8217; di pazienza si riesce a leggere)
Â
http://www.lemonde.fr/culture/article/2008/10/10/antonio-tabucchi-berlusconi-a-abaisse-le-niveau-esthetique_1104653_3246.html
Â 
Antonio Tabucchi : &#8220;Berlusconi a abaissé le niveau esthétique&#8221;
L&#8216;écrivain italien, auteur, entre autres, de Nocturne indien, est aussi un analyste incisif et sans indulgence de la société transalpine. Le Monde 2 lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 100%;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td class="rfcmessage">
<div><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;"><strong>Ecco un&#8217;intervista che qui, in Italia, non leggeremo mai!</strong> </span></div>
<div><span style="font-family: Georgia; font-size: medium;">(lo so, è &#8220;lunghina&#8221;, ma con un po&#8217; di pazienza si riesce a leggere)</span></div>
<div>Â</div>
<div><span style="font-size: x-small;"><a href="http://musica.montespertoli.com/Redirect/www.lemonde.fr/culture/article/2008/10/10/antonio-tabucchi-berlusconi-a-abaisse-le-niveau-esthetique_1104653_3246.html" target="_blank"><span style="font-family: Georgia; color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.lemonde.fr/culture/article/2008/10/10/antonio-tabucchi-berlusconi-a-abaisse-le-niveau-esthetique_1104653_3246.html</span></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: small;">Â </span></p>
<h1><span style="font-size: medium;">Antonio Tabucchi : &#8220;Berlusconi a abaissé le niveau esthétique&#8221;</span></h1>
<p class="firstline" align="justify"><span class="dropcap"><strong>L</strong></span><strong>&#8216;écrivain italien, auteur, entre autres, de <em>Nocturne indien,</em> est aussi un analyste incisif et sans indulgence de la société transalpine. <em>Le</em> <em>Monde 2</em> lui a demandé ce qu&#8217;il pense de l&#8217;importance de la mode, et plus g</strong><span style="font-size: x-small;"><strong>é</strong></span><strong>n</strong><span style="font-size: x-small;"><strong>é</strong></span><strong>ralement de l&#8217;</strong><span style="font-size: x-small;"><strong>é</strong></span><strong>tat de la culture, dans son pays.</strong></p>
<p align="justify">L&#8217;Italie, où l&#8217;art et la beaut<span style="font-size: x-small;">é</span> semblent faire partie du patrimoine national, est aussi un pays éartelé, en proie à des mouvements politiques et culturels contradictoires. <span lang="EN-GB">Et à des forces délétères. Quelles sont les conséquences de ces évolutions sur l&#8217;idée que les Italiens se font du beau ? Et sur la beauté elle-même ? Avec une acuit</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> teint</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e de colère, et sans la moindre complaisance, l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">crivain Antonio Tabucchi apporte des </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">l</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ments de r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ponse à ces questions. </span><span lang="EN-GB">L&#8217;auteur de <em>Nocturne indien</em> (Christian Bourgois, 1986, prix M</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">dicis </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tranger), de <em>Pereira pr</em></span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"><em>tend</em> (Bourgois, 1994) ou de <em>Tristano meurt</em> (Gallimard, 2004) n&#8217;en est pas à ses premières prises de positions politiques. C</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">lèbre pour ses romans et ses nouvelles, qui font de lui l&#8217;un des </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">crivains les plus passionnants de son </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">poque, Tabucchi l&#8217;est aussi pour son engagement, notamment contre les d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">rives italiennes contemporaines. La pr</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">occupation politique, pr</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">sente dans de très nombreux romans (<em>Pereira pr</em></span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"><em>tend,</em> notamment, qui devint l&#8217;un des emblèmes de la r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">sistance au berlusconisme), l&#8217;est aussi dans ses nombreuses chroniques, dont les plus r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">centes ont </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">t</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> publi</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es au Seuil, en 2006, sous le titre <em>Au pas de l&#8217;oie. Chroniques de nos temps obscurs. </em>Là, il </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">crit : <em>&#8221; Je parle car je suis. </em></span><em>Quand ma gorge sera pleine de terre, je cesserai de parler. Alors, le silence sera. Une </em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>ternit</em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em> de silence m&#8217;attend. Mais avant que ce silence </em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>ternel n&#8217;arrive, je veux me servir de ma voix. De ma parole. &#8220;</em></p>
<p align="justify"><strong>Y a-t-il une évolution de l&#8217;idée du beau en Italie?</strong></p>
<p align="justify">Il s&#8217;est produit, r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cemment, quelque chose de significatif: le ministre de l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>ducation a pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vu des coupes budg<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>taires à l&#8217;universit<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> et à l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cole, mais a d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> que tous les <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>lèves du primaire devraient porter des tabliers dessin<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>s par un styliste. Un uniforme, donc, mais conçu par un cr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>ateurâ€¦ Comme l&#8217;a dit r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cemment le photographe Oliviero Toscani, nous, les Italiens mourrons ignorants, mais <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>gants. Chez nous, l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>gance est un objet d&#8217;exportation, de commerce. Il existe, dans l&#8217;administration, une sorte de sous-ministère charg<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> du made in Italy. <span lang="EN-GB">Pendant ce temps, les instituts culturels italiens ont vu leurs ressources diminuer de façon consid</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">rable. Plus le temps passe et plus la culture italienne risque d&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span><span lang="EN-GB">tre repr</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">sent</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e, non par les livres ou la peinture, mais par cette </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tiquette commerciale du made in Italy.</span></p>
<p align="justify"><strong><span lang="EN-GB">Comment cette </span></strong><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB"><strong>év</strong></span></span></span><strong><span lang="EN-GB">olution de l&#8217;esthétique cohabite-t-elle avec l&#8217;un des patrimoines artistiques les plus riches du monde?</span></strong><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p align="justify"><span lang="EN-GB">Dans son pr</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">c</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">dent gouvernement [2001-2006], Silvio Berlusconi avait envisag</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> de privatiser les mus</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es. Par exemple, il voulait confier la gestion des Offices, à Florence, à une multinationale. Cela avait suscit</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> des r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">actions indign</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es des directeurs de la plupart des grands mus</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es europ</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ens, le Louvre, le Prado. Plus r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">cemment, dans un article publi</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> par <em>La Repubblica,</em> Salvatore Settis, arch</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ologue et historien de l&#8217;art r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">put</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">, responsable du patrimoine artistique italien (une fonction qui ne d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">pend pas du gouvernement), a d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">nonc</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> les graves responsabilit</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">s des gouvernements successifs envers le patrimoine : l&#8217;abandon, le manque de soins et les coupes budg</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">taires brutales. </span>Le gouvernement de Berlusconi l&#8217;a menac<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> de limogeage. Il est rest<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> à sa place grÃ¢ce au soutien de l&#8217;opinion publique. <span lang="EN-GB">La fontaine de Trevi ou le Colis</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e ne sont pas seulement importants parce qu&#8217;ils sont, mais parce qu&#8217;il y a des yeux pour les regarder. Bien sûr, ces monuments ont continu</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> d&#8217;exister pendant la p</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">riode fasciste ou sous l&#8217;occupation nazie, mais quand il n&#8217;y a plus personne pour les voir à leur juste valeur, ils perdent de leur sens. </span>La sensibilit<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> à la beaut<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> appartient à un moment de l&#8217;histoire et non au patrimoine g<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>n<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tique d&#8217;une personne. Elle est culturelle, il faut donc l&#8217;enseigner.</p>
<p align="justify"><strong>Depuis quand la perception du beau a-t-elle commencé</strong><strong> à changer, en Italie?</strong></p>
<p align="justify"><span lang="EN-GB">D&#8217;abord, entendons-nous sur le terme <em>&#8220;beau&#8221;</em>. Au sens philosophique, l&#8217;esth</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tique a fait l&#8217;objet de plusieurs th</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ories. Ce qui a domin</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">, en France notamment, est une approche ph</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">nom</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">nologique: le beau est regard</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> à travers la perception sensible. Mais d&#8217;autres philosophes, Jank</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">l</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">vitch et RicÅ“ur par exemple, insistent sur la port</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e ontologique du beau: l&#8217;esth</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tique doit </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span><span lang="EN-GB">tre li</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e à l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">thique. </span>L&#8217;importance du beau n&#8217;est pas seulement d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>pendante de l&#8217;objet lui-m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>me, mais de sa port<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e morale et sociale. Si nous partons de ces d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>finitions, il faut aborder la question italienne de la manière suivante: depuis le d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>but des ann<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>es 1980, il y a eu sur les chaÃ®nes de t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vision appartenant à Berlusconi un travail visant à abaisser le niveau esth<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tique, du point de vue de la perception sensible. Prenons un exemple: si voir une personne cracher est consid<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> comme laid et que la t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vision valorise ce geste, elle valorise la laideur. <span lang="EN-GB">Il s&#8217;est produit une sorte de corrosion, au fil des ann</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es. La conception des programmes a </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">t</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> confi</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e à des gens de communication qui ont travaill</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> sans relÃ¢che à rendre plus vulgaires les contenus, l&#8217;Å“il riv</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> sur les mesures d&#8217;audience. Ils ont pratiqu</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> l&#8217;anathème g</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">n</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ralis</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">, la destruction du bon goût, de la citoyennet</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">, du <em>savoir vivre ensemble</em>. L&#8217;Italie est maintenant un pays tendu, où vous dites bonjour et où on ne vous r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">pond pas toujours. Et les Italiens passent entre quatre et cinq heures par jour devant leur t</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">l</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">viseur. </span>Pour 80 % d&#8217;entre eux, c&#8217;est d&#8217;ailleurs la seule source d&#8217;information.</p>
<p align="justify"><strong>Comment se fait-il que les Italiens aient adhéré à cette vulgarité?</strong></p>
<p align="justify">Le bon sens nous apprend qu&#8217;ilÂ est beaucoup plus facile d&#8217;enseigner le pire que le meilleur. La cr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>ature humaine d&#8217;abord est un animal: l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>ducation à la beaut<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, à la citoyennet<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> relève d&#8217;un contrat social qui suppose des efforts. Et pour des raisons d&#8217;audience, la t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vision publique a suivi l&#8217;escalade de la vulgarit<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>. Quant à savoir pourquoi Berlusconi a pu mener ce travail de corrosion m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>diatiqueâ€¦ Cela relève, au d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>part, d&#8217;une loi anticonstitutionnelle: Bettino Craxi, ancien pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sident du conseil socialiste et grand ami de Berlusconi [poursuivi pour corruption, dans le cadre de l&#8217;op<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>ration <em>Mani pulite</em>, il s&#8217;est enfui en 1994 en Tunisie, où il est mort], lui a accord<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> la permission d&#8217;exploiter la chaÃ®ne Retequattro. Maintenant, Berlusconi est en procès pour usage abusif de fr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>quences analogiques et le Conseil de l&#8217;Europe a indiqu<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> que le r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>gime d&#8217;assignation des fr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>quences ne respectait pas le principe de la libre prestation de services â€“ toutefois, cela n&#8217;a rien chang<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>. Des choses comme celles-ci peuvent se produire au Turkm<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>nistan, elles ne le devraient pas en Europe. Je pense que l&#8217;Italie a toujours <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> à l&#8217;avant-garde, que ce soit dans le beau ou dans le laid : elle a invent<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> la Renaissance et le fascisme, puis elle les a très bien export<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>s. <span lang="EN-GB">Maintenant, elle est à l&#8217;avant-garde d&#8217;une certaine forme de m</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">diatisation : les hommes politiques ont compris que le plus important, ce ne sont pas les id</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es, mais la manière dont ils vont apparaÃ®tre à l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">cran. </span>Mais attention: il ne faut pas regarder l&#8217;Italie comme un zoo, un monde sous cloche: elle pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>lude peut-<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>tre à un futur qui nous concerne tousâ€¦ <span lang="EN-GB">Quelles sont les caract</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ristiques de cette corrosion m</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">diatique? Tous les programmes culturels, litt</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">raires ou cin</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">matographiques ont complètement disparu des </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">crans pour laisser place aux talk-shows, parmi lesquels l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">mission de la RAI <em>Porta a Porta</em></span><span lang="EN-GB">, de Bruno Vespa. Cet animateur, par exemple, a utilis</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">motion g</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">n</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">rale provoqu</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e par un infanticide qui a eu lieu il y a quelques ann</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">es dans une localit</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> de montagne: un enfant de 3 ans massacr</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> dans une maison isol</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e, probablement par sa mère qui avait des problèmes psychiatriques. Eh bien, les Italiens ont vu des dizaines d&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">missions sur toutes les hypothèses criminelles possibles et imaginables, avec les d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tails les plus crus th</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">Ã¢tralis</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">s. </span>Il y a eu aussi des personnages comme Vittorio Sgarbi et Giuliano Ferrara qui ont anim<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> pendant des ann<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>es, sur la t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>l<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vision de Berlusconi, des programmes trash dont la <em>mission</em> <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tait de normaliser la grossièret<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>. <span lang="EN-GB">Lors de son </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">mission t</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">l</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">vis</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">e, M. Ferrara a diffus</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> une rebutante scène d&#8217;ex</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">cution d&#8217;otage en Irak que toutes les autres chaÃ®nes avaient choisi de ne pas montrer. </span>Le m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>me dirige actuellement <em>Il Foglio,</em> un journal dont l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>pouse du pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sident du conseil est l&#8217;une des propri<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>taires. En 2003, il a avou<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> à la <em>une</em> de son journal avoir <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> un agent de la CIA dans les ann<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>es 1980. A cette <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>poque, il <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tait proche de Craxi et presque son conseiller personnel. <span lang="EN-GB">Il </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tait donc </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">troitement li</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"> aux institutions italiennes, et pourtant il collaborait avec les services secrets d&#8217;une puissance </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">trangère. Ses actions appartiennent au domaine de l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">thique et de la loi. Venons-en à l&#8217;esth</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tique, qui est le thème de notre conversation: il a d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">crit sa fanfaronnade en disant qu&#8217;en recevant des enveloppes pleines de dollars, dans les jardins du Pincio, à Rome, il ressentait des <em>frissons </em></span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB"><em>rotiques</em>. </span>Tout commentaire est superflu.</p>
<p align="justify"><strong>Y a-t-il une esthé</strong><strong>tique berlusconienne? L&#8217;idée que se fait Berlusconi du goût?</strong></p>
<p align="justify">C&#8217;est une personne qui se fait faire un lifting et qui l&#8217;affiche. Idem pour ses transplantations capillaires: il se fait filmer avec un foulard sur la t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>te pendant que la greffe prend. Berlusconi est un homme de spectacle, c&#8217;est de là qu&#8217;il vient. <span lang="EN-GB">A ses d</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">buts, il </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tait animateur sur des bateaux de croisière. </span>Mais le berlusconisme n&#8217;explique pas tout. Il y a aussi ses alli<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>s. La Ligue du nord, avec ses id<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>es violemment x<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>nophobes, ses chemises vertes et son folklore bouffon, ses reconstitutions du Moyen Age en papier mÃ¢ch<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, ses r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>f<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>rences à un pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tendu pass<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> celtique. <span lang="EN-GB">10 % des Italiens adhèrent à cela, dans les r</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">gions les plus prospères du pays â€“ là où des paysans qui se nourrissaient de polenta roulent maintenant en Ferrari. Cette façon d&#8217;inventer des traditions et de les mettre en scène sert à convaincre des gens culturellement fragiles. Et c&#8217;est là qu&#8217;on tombe dans le grotesque. </span><span lang="EN-GB">Mussolini aussi </span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tait grotesque, on le voit bien sur les films de l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">poque, cet homme faussement viril, poitrine en avant, menton volontaire, avec son parler guttural. En ce temps-là, ses adversaires le trouvaient ridicule. Et pourtant, une grande partie du peuple italien l&#8217;aimait.</span></p>
<p align="justify"><strong>De quelle manière la litté</strong><strong>rature est-elle affectée par ces transformations?</strong></p>
<p align="justify">La litt<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>rature? La pauvre! Elle ne peut pas entrer en comp<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tition avec tout ça sans se fourvoyer. <span lang="EN-GB">Pour prendre une m</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">taphore olympique, la litt</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">rature perd forc</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ment au 100 mètres â€“ la t</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">l</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">vision et les m</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">dias en g</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">n</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">ral gagnent toujours la course â€“ mais elle a plus de chances au marathon. Il n&#8217;y a pas qu&#8217;elle, d&#8217;ailleurs. Combien d&#8217;artistes ou de scientifiques italiens sont partis à l&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">tranger, faute de budget? L&#8217;art, comme les disciplines intellectuelles, a besoin de beaucoup d&#8217;oxygène pour s&#8217;</span><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><span lang="EN-GB">panouir. </span>Si on commence à le surveiller, à le brider, il suffoque.</p>
<p align="justify"><strong>Avez-vous l&#8217;impression de manquer d&#8217;air, en Italie? </strong><strong><span lang="EN-GB">Est-ce pour cela que vous n&#8217;y vivez pratiquement plus?</span></strong><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p align="justify">Un <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>crivain emporte toujours avec lui son pays, car sa vraie <em>Heimat,</em> sa vraie terre natale, est sa langue. <em>Ma patrie est la langue portugaise</em>, disait Pessoa; je pourrais dire de m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>me pour l&#8217;italien. Mais je ne me sens pas en exil et je reviens de temps à autre à ma maison natale en Toscane. L&#8217;Italie est actuellement une <em>d</em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>mocratie surveill</em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>e</em>, où il n&#8217;y a pas d&#8217;espace pour la parole libre. D&#8217;un cÃ´t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, l&#8217;empire berlusconien avec presque tous les m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>dias, la distribution cin<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>matographique, sans compter des maisons d&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>dition et des assurances; de l&#8217;autre cÃ´t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, un petit espace r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>serv<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> au plus grand parti d&#8217;opposition, les ex-communistes du Parti d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>mocratique, certaines banques, des administrations locales, un peu de presse. On ne peut pas <em>d</em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>ranger</em> cet <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>quilibre. R<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cemment, par exemple, Berlusconi, qui est poursuivi par la magistrature pour un grave d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>lit de corruption, a pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sent<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> une loi visant à assurer devant les juges sa propre immunit<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, celle des deux pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sidents du Parlement et du pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sident de la R<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>publique. C&#8217;est une loi anticonstitutionnelle, car le troisième article de la Constitution garantit l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>galit<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> de tous les citoyens devant la loi. Or le pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sident de la R<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>publique l&#8217;a sign<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e le lendemain, alors qu&#8217;il avait un mois pour r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>fl<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>chir et pour la renvoyer au Parlement. Mais si vous osez dire l&#8217;<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>vidence, c&#8217;est-à-dire que cette loi est inconstitutionnelle, vous <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>tes imm<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>diatement attaqu<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>, non seulement par la presse berlusconienne (ou celle qui lui est favorable, comme le Corriere della Sera), mais aussi par la presse <em>ind</em><span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span><em>pendante</em>, proche du Parti d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>mocratique. Une trentaine de juristes r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>put<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>s ont <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> trait<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>s d&#8217;incomp<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>tents pour avoir sign<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> un manifeste quand cette loi infÃ¢me a <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>t<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sent<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e. Mais pourquoi le pr<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>sident de la R<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>publique, l&#8217;ex-communiste Napolitano, l&#8217;a-t-il sign<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e ? Si vous avancez l&#8217;hypothèse la plus logique, c&#8217;est-à-dire que lui aussi considère cette loi comme <em>utile</em>, vous aurez des ennuis. Vous comprenez qu&#8217;un <span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>crivain comme moi n&#8217;ait pas envie de vivre dans un climat pareil. Pendant dix ans et plus, j&#8217;ai d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>nonc<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> dans la presse l&#8217;infection italienne: la corruption, le conflit d&#8217;int<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>r<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">ê</span></span></span>ts, l&#8217;agression men<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e par le politique contre la justice, l&#8217;arriv<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>e triomphale de la laideur, le basculement de la d<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>mocratie. Mais je ne voudrais pas, à mon Ã¢ge, devenir un m<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>decin sp<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>cialiste: à force de s&#8217;occuper d&#8217;une <em>Botte</em>, on risque d&#8217;oublier le corps auquel la jambe appartient. Le monde est vaste, et devant les grands problèmes du monde, devant la grande laideur et la grande beaut<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span> du monde, ceux de l&#8217;Italie sont des petits problèmes, de la petite laideur et de la petite beaut<span><span style="font-size: x-small;"><span lang="EN-GB">é</span></span></span>.</p>
<p></span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td id="yw" style="white-space: nowrap;">
<table id="zn" style="left: 0px; position: static;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/compose.wssp?OrigMessage=3535&amp;OrigMailbox=INBOX&amp;Operation=Reply"><img title="Rispondi" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_navreply.png" alt="Rispondi" /></a></td>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/compose.wssp?OrigMessage=3535&amp;OrigMailbox=INBOX&amp;Operation=ReplyAll"><img title="Rispondi a tutti" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_navreplyall.png" alt="Rispondi a tutti" /></a></td>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/compose.wssp?OrigMessage=3535&amp;OrigMailbox=INBOX&amp;Operation=Forward"><img title="Inoltra" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_navforward.png" alt="Inoltra" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
<td style="border-top: #e7f3f7 1px solid; width: 100%;">Â</td>
<td>
<table id="yn" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/message.wssp?mailbox=INBOX&amp;MSG=3536"><img title="Vai a successivo" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_bnavdown.png" alt="Vai a successivo" /></a></td>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/message.wssp?mailbox=INBOX&amp;MSG=3534"><img title="Vai a precedente" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_bnavup.png" alt="Vai a precedente" /></a></td>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/mailbox.wssp?mailbox=INBOX&amp;MSG=3535&amp;Delete=&amp;"><img title="Elimina messaggio" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_bnavdelete.png" alt="Elimina messaggio" /></a></td>
<td><a href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/mailbox.wssp?mailbox=INBOX"><img title="Torna alla Cartella" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_bnavicon.png" alt="Torna alla Cartella" /></a></td>
<td style="vertical-align: middle; white-space: nowrap;" title="Torna alla Cartella"><a id="aam" style="text-decoration: none;" href="http://musica.montespertoli.com/wp-admin/mailbox.wssp?mailbox=INBOX">Posta in arrivo</a></td>
<td><img title="Torna alla Cartella" src="http://musica.montespertoli.com/SkinFiles/tele2.it/Bluegrass20/p-msg_bnavr.png" alt="Torna alla Cartella" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-top: 20px; font-size: 0px; margin-bottom: 4px; border-bottom: #ccc 1px solid;">Â</div>
<div style="float: right; font: 9px tahoma; color: #ccc; padding: 4px;">BlueGrass Skin v2.1.2816</div>
<div style="font-weight: normal; font-size: 10px; color: #808080; text-align: left; padding: 4px;">Â© Tele2 AB - 2006</div>
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		<title>Suonare per il piacere, il piacere di suonare.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 10:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>

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		<description><![CDATA[Suonare per il piacere, il piacere di suonare.
Â 
Â 
Vorrei chiedere lâ€™aiuto di quanti leggono questo blog.
Recentemente sono diventata la rappresentante perÂ  Italia di unâ€™organizzazione internazionale chiamata â€œAmateur Chamber Music Playersâ€. (vd links), e fra poco parte per una conferenza in Svizzera dove dovrei parlare della situazione della musica da camera amatoriale in Italia.Â  
Nel Nord America [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Suonare per il piacere, il piacere di suonare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Vorrei chiedere lâ€™aiuto di quanti leggono questo blog.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Recentemente sono diventata la rappresentante per<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Italia di unâ€™organizzazione internazionale chiamata â€œAmateur Chamber Music Playersâ€. (vd links), e fra poco parte per una conferenza in Svizzera dove dovrei parlare della situazione della musica da camera amatoriale in Italia.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel Nord America e Europa Ã¨ molto diffusa la pratica di suonare insieme con gli amici la musica da camera, tuffarsi dentro la musica di Mozart, Beethoven, Schubert Brahms ecc scritta per un piccolo gruppo di musicisti (appunto che stanno dentro una â€œcameraâ€).<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Gli strumenti possono essere: gli archi, pianoforte, ottoni, legni, o voci, secondo il brano.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Sono di solito occasioni di socializzazione dove la grande musica si mescola anche con la buona conversazione il cibo e il vino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">I musicisti spesso fanno tuttâ€™altro mestiere che la musica, e quindi suonano per il puro piacere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">In Italia, che io reputo il paese della musica, questa pratica non Ã¨ molto diffusa.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ed Ã¨ qui che chiedo lâ€™aiuto dei bloggers.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span><strong>Come mai?</strong><span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Io sono arrivata ad alcune considerazioni:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 18pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">!)<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>I programmi di Conservatorio sono troppo improntate sul solista e non incoraggiano la musica dâ€™insieme;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">2)</span><span style="font: 7pt ">Â Â Â Â Â  </span><span style="font-size: small;">Chi termina gli studi musicali e tuttavia non trova lavoro nel campo musicale tende a rinunciare alla musica per sempre (forse per senso di fallimento o frustrazione);</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">3)</span><span style="font: 7pt ">Â Â Â Â Â  </span><span style="font-size: small;">Gli orari di lavoro si protraggono fino alle ore 20:00 e quindi dopo cena si Ã¨ troppo stanchi per suonare (attivitÃ  che comunque richiede una buona dose di concentrazione);</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">4)</span><span style="font: 7pt ">Â Â Â Â Â  </span><span style="font-size: small;">La classe media agiata Ã¨ relativamente recente rispetto ai paesi del nord Europa (anni 60) e quindi non ha avuto il tempo di scoprire questo tipo di divertimento che poi Ã¨ arrivata Sua MaestÃ  Televisione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; text-align: justify; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">5)</span><span style="font: 7pt ">Â Â Â Â Â  </span><span style="font-size: small;">La difficoltÃ  di trovare altri musicisti con qui suonare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sarei molto grata se potete scrivere il vostro su questo argomento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Prima di chiudere, vorrei raccontare un momento di una tournee che ho fatto con lâ€™Orchestra Bavarian Strings che Ã¨ venuta in Toscana questâ€™agosto.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Io sono stata invitata di andare<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>a suonare con loro.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Innanzi tutto lâ€™etÃ  media dellâ€™Orchestra sâ€™aggirava intorno ai 70, ma nonostante questo lâ€™Orchestra era di unâ€™ottimo livello, quasi tutti erano amatori oppure musicisti professionisti in pensione.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ci sediamo per la prima prova e dopo un poâ€™ arriva una signora anziana (ho scoperto dopo che aveva 82 anni) che si scusava per il ritardo ma aveva trovato traffico.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Aveva guidato 9 ore non-stop dalla Germania DA SOLA, e con calma ha tirato fuori il suo violino e si Ã¨ messo a suonare la 7Â° sinfonia di Beethoven!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Credetemi â€“ la musica fa BENE!</span></p>
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		<title>Isadora Duncan â€“ spirito libero</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 22:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura della musica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Osservando il quadro &#8220;Les Danseuses de Delfi&#8221; mi ha fatto venire in mente la danzatrice americana Isadora Duncan.  Era uno spirito libero, una vera artista e ha aperto la strada  alla danza moderna.  Era nata nel 1878, nata per danzare.  In un&#8217;epoca che le donne portavano vistiti che impedivano i movimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/94/Isadora_duncan.jpg/380px-Isadora_duncan.jpg" alt="Isadora Duncan" /></p>
<p>Osservando il quadro &#8220;Les Danseuses de Delfi&#8221; mi ha fatto venire in mente la danzatrice americana Isadora Duncan.  Era uno spirito libero, una vera artista e ha aperto la strada  alla danza moderna.  Era nata nel 1878, nata per danzare.  In un&#8217;epoca che le donne portavano vistiti che impedivano i movimenti e busti di stecche di balena, lei ballava indossando una semplice tunica e a piedi nudi.  Era ispirata alla danza greca come veniva rappresentata sui vasi greci e stava ferma e immobile per ore cercando di sentire il movimento come espressione naturale che si sprigionava dall&#8217;anima.<br />
Durante la sua vita artistica diventÃ² una leggenda vivente e ballÃ² in tutti i teatri del mondo.  Non credeva nel matrimonio ma mise al mondo due bimbi che morirono tragicamente annegati. Era  amica di Gabriele D&#8217;Annuzio, Eleanora Duse, Cosima Wagner (la vedova di Richard) e molti altri compositori, scrittori e poeti.<br />
MorÃ¬ tragicamente nel 1927 strangolata dalla sua stessa sciarpa rimasta impigliata nelle ruote della sua automobile.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mKtQWU2ifOs&amp;rel=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mKtQWU2ifOs&amp;rel=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></object></p>
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		<item>
		<title>Ramzi Aburedwan - la musica ha cambiato la sua vita</title>
		<link>http://musica.montespertoli.com/?p=13</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 18:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Field</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ramzi Ã¨ palestinese, nato a Betlemme e cresciuto a Ramallah in un campo profughi,Â  suona la viola.Â  Ha trascorso i primi anni della sua vita circondato dallâ€™odio e dalla guerriglia urbana.Â  Era uno di quei ragazzi che lanciavano pietre allâ€™esercito israeliano.Â  Suo fratello e suo padre morirono entrambi quando Ramzi era ancora piccolo.
Allâ€™etÃ  di diciassette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ramzi Ã¨ palestinese, nato a Betlemme e cresciuto a Ramallah in un campo profughi,<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>suona la viola.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ha trascorso i primi anni della sua vita circondato dallâ€™odio e dalla guerriglia urbana.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Era uno di quei ragazzi che lanciavano pietre allâ€™esercito israeliano.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Suo fratello e suo padre morirono entrambi quando Ramzi era ancora piccolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Allâ€™etÃ  di diciassette anni, in casa di un amico entro in contatto per un caso con la musica occidentale ed in particolare con gli strumenti ad arco.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ramzi scelse di studiare la viola e segui un corso di un mese, anche se la sensazione di Ramzi era che la musica fosse troppo elitaria e distante dai problemi che affiggono la vita quotidiana nei campi profughi.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ed invece scoprÃ¬ un mondo, e scoprÃ¬ anche che la musica era un mezzo per poter uscire dalla disperazione e superare i confini, quelli fisici e anche quelli spirituali, del mondo ristretto dallâ€™occupazione e dalla violenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Venne in contatto con altri musicisti e gli fu offerta una borsa di studio per studiare in America, e per lasciare per la prima volta Ramallah.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Non sto a raccontare tutta la vita di Ramzi â€“ chi fosse interessato puÃ² guardare il suo sito:<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span></span></span><a href="http://www.alkamandjati.com/"><span style="font-size: small; color: #800080; font-family: Times New Roman;">www.alkamandjati.com</span></a><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> (al kamandjati vuol dire il violinista).<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>A Ramzi Ã¨ nato il desiderio di dare la possibilitÃ  ai bambini palestinesi di cambiare la loro vita, come era cambiata la sua.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>La musica aveva la capacitÃ  di trasformare la vita in qualcosa che valeva la pena di essere vissuta.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Ramzi creÃ², con lâ€™aiuto di amici allâ€™estero, unâ€™associazione non-profit per finanziare lâ€™educazione musicale.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>FondÃ² una scuola di musica dove attualmente studiano centocinquanta bambini.</span></p>
<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 24.0pt;"><span style="font-family: Arial Unicode MS;">La cosa pazzesca Ã¨ che mentre scrivo queste parole, alcuni di questi bambini si trovano qui a Montespertoli!<span style="mso-spacerun: yes;">Â  Sono stata a trovali oggi durante le prove alla Scuola Elementare di San Quirico.Â  </span>Sono giunti un paio di giorni fa in Italia, nonostante tutti i problemi burocratici fra permessi e lasciapassare,<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>per preparare dei concerti.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>A Montespertoli il loro concerto si terrÃ  il 3 agosto.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Sono sotto la guida dellâ€™amico Henry Brown, e qui sotto lascio spiegare a lui il progetto che li ha portati qui a Montespertoli: </span></span></h1>
<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 24.0pt;"><span style="font-family: Arial Unicode MS;">Â </span></span></h1>
<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 16pt; color: #0000ff;">â€œScambio Musicale tra â€œAl Kamandjatiâ€, Ramallah</span></h1>
<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 16pt; color: #0000ff;">e â€œPrima Materiaâ€, Toscana </span></h1>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Questo progetto tratta principalmente il tema dellâ€™apprendimento tra culture diverse tramite la pratica di fare musica insieme e convivere per un periodo breve ma intenso.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Sia gli studenti palestinesi che quelli italiani coinvolti nello scambio avranno lâ€™opportunitÃ  di studiare delle musiche provenienti dallâ€™altro paese nel contesto del patrimonio culturale che rappresenta, nel periodo preparativo e durante lo scambio.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Durante il soggiorno nel paese ospitante, gli studenti son ospitati in famiglia e, oltre alle prove musicali frequentano visite storico-culturali. Si pone lâ€™obiettivo di utilizzare lâ€™interesse condivisa per la musica per creare un ponte di collegamento tra due culture diverse, stabilendo una cornice dentro la quale i partecipanti possono sviluppare una strategia per comprendere stili di vita diverse. <span style="mso-spacerun: yes;">Â </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Times New Roman;">Questo scambio si sviluppa dopo due anni di contatto intenso tra â€œPrima materiaâ€ â€œAl Kamandjatiâ€.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Nel 2006, lâ€™associazione italiana ha risposto ad un appello per strumenti musicali dalla scuola di Ramallah.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>In collaborazione con lâ€™UniversitÃ  degli Studi di Siena e lâ€™associazione Liuteria Toscana, e con un aiuto di Controradio di Firenze, ha organizzato una campagna di informazione e di raccolta di strumenti, e in seguito si Ã¨ occupato del trasporto degli strumenti in Palestina, in tutto circa cinquanta, tra strumenti a corde, fiati, ottoni e strumenti didattici.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Inoltre ha collaborato nellâ€™allestimento di una bottega di liuteria presso la scuola in Ramallah, con la presenza durante 2007 di ben cinque liutai dallâ€™Italia per periodi di un mese, che portavano avanti un corso di formazione per giovani liutai palestinesi.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Questâ€™anno, con un sostegno economico dallâ€™UniversitÃ  degli Studi di Siena, uno degli apprendisti liutai palestinese sarÃ  ospitato in Italia per procedere con la formazione presso la bottega dei liutai Sorgentone e Mecatti di Firenze.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #0000ff;">Nellâ€™estate 2007 tre insegnanti di â€œPrima Materiaâ€ hanno passato sei settimane in Palestina, lavorando nella scuola di Ramallah e nei campi profughi e villaggi<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>circostanti.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>Si Ã¨ formata un â€œorchestra estivaâ€ che ha studiato e eseguito repertorio da un gruppo dâ€™insieme comparabile del progetto italiano. Sul ritorno in Italia, un brano composto da uno studente palestinese Ã¨ stato orchestrato per gli studenti italiani e eseguito a dicembre.<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span>La registrazione Ã¨ stata mandata a Ramallah per il giovane compositore.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Da questi contatti umani e musicali, si Ã¨ sviluppata una naturale curiositÃ  reciproca tra gli studenti palestinesi e italiani, dando spunto per la progettazione dello scambioâ€.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Questo Ã¨ il sito di Henry e la sua associazione â€œPrima Materiaâ€:<span style="mso-spacerun: yes;">Â  </span></span></span><a href="http://primamateria.altervista.org/prima.htm"><span style="font-size: small; color: #800080; font-family: Times New Roman;">http://primamateria.altervista.org/prima.htm</span></a><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Â </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Â </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Bibliografia:Â  Daniel Barenboim - &#8220;La musica sveglia il tempo&#8221; editore FeltrinelliÂ </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Â </span></span></p>
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		<title>Danseuses de Delphos</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 22:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
		
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