Archivi per la categoria ‘Cultura della musica’

Isadora Duncan – spirito libero

Martedì, 12 Agosto 2008

Isadora Duncan

Osservando il quadro “Les Danseuses de Delfi” mi ha fatto venire in mente la danzatrice americana Isadora Duncan. Era uno spirito libero, una vera artista e ha aperto la strada alla danza moderna. Era nata nel 1878, nata per danzare. In un’epoca che le donne portavano vistiti che impedivano i movimenti e busti di stecche di balena, lei ballava indossando una semplice tunica e a piedi nudi. Era ispirata alla danza greca come veniva rappresentata sui vasi greci e stava ferma e immobile per ore cercando di sentire il movimento come espressione naturale che si sprigionava dall’anima.
Durante la sua vita artistica diventò una leggenda vivente e ballò in tutti i teatri del mondo. Non credeva nel matrimonio ma mise al mondo due bimbi che morirono tragicamente annegati. Era amica di Gabriele D’Annuzio, Eleanora Duse, Cosima Wagner (la vedova di Richard) e molti altri compositori, scrittori e poeti.
Morì tragicamente nel 1927 strangolata dalla sua stessa sciarpa rimasta impigliata nelle ruote della sua automobile.

Masaru Emoto

Sabato, 24 Maggio 2008

Recentemente mi è capitato fra le mani un libro scritto da un giapponese chiamato Masaru Emoto.  Questo signore ha fatto una ricerca dettagliata sull’acqua e soprattutto ha fotografato cristalli di campioni di acqua proveniente da tutto il mondo, dai rubinetti delle grandi città, dalle sorgenti di altra quota etc.
Spinto dalla sua curiosità, ha cominciato a fotografare cristalli di acqua distillata dopo essere esposti alla musica.  I risultati sono veramente affascinanti. L’acqua sembra reagire e modificarsi assecondo la vibrazione che riceve.  Visto che il nostro corpo è composto sopratutto di acqua, mi sembra una prova quasi scientifica che la musica ci influenza, abbia un’ effetto su di noi.  Questa teoria è anche alla base della musicoterapica, però ci induce a pensare che se la musica può influenzare il nostro corpo positivamente (e quindi la nostra mente visto che corpo e mente sono strettamente in sintonia), allora  è anche vero che la musica può influenzare in negativo.
C’è una discussione che dura da secoli sul l’effetto della musica.  Gli antichi Greci ( la loro musica è il fondamento della musica posteriore)  avevano una concezione della musica che era chiamato ETHOS.   Questa metteva in rapporto alcuni aspetti del linguaggio musicale (suoni e ritmi) e gli stati d’animo.  Un certo modo di disporre i suoni (si potrebbe chiamarlo “scala” musicale) era considerato o virile, o dolce, o lamentoso ecc.  Si doveva fare molta attenzione alla musica per la formazione del carattere dei giovani.  Platone (427 – 348) nella Repubblica scrive, “Come sarà dunque questa educazione?  Sembra difficile scoprirne una migliore di quella che era adottata dai nostri vecchi:  la ginnastica per il corpo,  la musica per l’anima.”
I vantaggi della musica, secondo Aristotele, erano prodotti dalla CATARSI, cioè, l’imitazione nella musica delle passioni e sentimenti , fare sentire queste emozioni per poi viverle per potersene liberare.

Questo primo immagine è un cristallo di acqua dopo essere esposto

all’aria sulla quarta corda di Bach.  Il secondo immagine è un cristallo esposto alla sinfonia numero 40 di Mozart.

Quest’ultimo immagine di un cristallo esposto alle registrazioni di un discorso di Adolf Hitler.   Credo che ogni commento è superfluo.  Chi volesse guardare altri cristalli può andare sul sito www.sabinaoggioni.it e ciccare nella sezione “acqua” su Masaru Emoto.

Angela Field

Musica, il nuovo blog di Montespertoli

Mercoledì, 7 Maggio 2008

Benvenuti al nuovo blog di Montespertoli, e mi scuso con Andrea Sardelli per il ritardo imperdonabile con cui scrivo queste righe. In realtà questo è il mio secondo tentativo, il primo è sparito all’interno del computer, sparizione dovuta alla mia poco pratica con il mezzo. In un certo senso va bene così perché avevo iniziato con un tema completamente diverso che forse non andava tanto bene per l’inizio.
Io non so esattamente cosa ha in mente Andrea per questo blog, ma a me piacerebbe che fosse un luogo d’incontro dell’arte, in primo luogo la musica ma in realtà di tutte le arti in quanto sono collegate fra di loro. In italiano il verbo “sentire” significa: udire, provare (come sentimento), toccare, e odorare. Tutti i sensi sono collegati e una delle funzioni dell’arte è di stimolare i nostri sensi. La musica li stimola con la sua comunicazione non verbale, tramite onde sonore, che entrano direttamente nella nostra anima e le nostre cellule .
Possiamo iniziare con la musica e le sue origini. Si potrebbe affermare che la musica (e l’arte in genere) nasce e cresce con l’essere umano. Ogni epoca storica ha la sua musica che è espressione del suo tempo. Ma la musica appartiene soltanto all’uomo, è particolare all’uomo oppure anche le altre specie fanno musica? Per quanto possa cantare divinamente un usignolo, non è musica, frutto di un atto creativo, perché tutti gli usignoli cantano la medesima canzone. E quindi la musica è frutto di un atto creativo, non si tratta d’istinto. Certo, possiamo immaginare come erano le prime composizioni dell’uomo primitivo. La voce, e il canto, che esprimeva le emozioni – paura, amore, rabbia, oppure per imitare gli animali, per la caccia, o per cullare un neonato nel sonno. Tutti i popoli di questa terra hanno una specie di canto in comune – le ninnananne, ed è affascinante ascoltarle, soprattutto quelle registrate presso i popoli cosiddetti primitivi. Come siamo diversi, e come siamo simili!
Fa quasi tenerezza pensare ai primi strumenti. Oggetti che trovavano in natura: pietre, conchiglie, foglie, bastoni. Ho in mente un’immagine che ho visto in un libro sui primi strumenti musicali; è un disegno tracciato sulla roccia da un artista che cercava di raffigurare la musica. Si vede un suonatore di flauto con dei puntini tipo formiche che escono dallo strumento…Molti oggetti si potevano anche indossare come decorazione, e servivano per accompagnare il ritmo della danza. Musica e danza, insieme, da sempre. In quei tempi la musica era un atto comunitario – non c’era un pubblico che guardava lo spettacolo, e come per il fuoco, la musica era considerata un dono divino – era sacra, e il potere della musica era custodito dagli sciamani e dai sacerdoti.
Questo senso di sacralità, se siamo fortunati, possiamo avvertirlo in quei rari concerti dove pubblico ed esecutori sono in risonanza. La musica dal vivo ci offre questa opportunità.

Flautista preistorico

Angela Field